Come stare accanto a un depresso…

La depressione può causare sofferenze intense non solo per colui che la subisce in prima persona ma anche per il membri della famiglia, altri parenti o amici.
Quando una persona è depressa può trovare difficile uscire di casa, svolgere le normali attività quotidiane, andare al lavoro o più semplicemente, chiedere aiuto.
Essa esterna sentimenti di frustrazione, di colpa e anche di collera nei confronti delle persone più vicine che comprendono con difficoltà le ragioni del suo comportamento.
Spesso rifiuta e rigetta le persone che gli stanno accanto: la loro preoccupazione viene interpretata come un’interferenza, un’opposizione.
E’ importante riuscire a capire quando imporsi e quando cedere, parlarne con uno specialista può essere d’aiuto.
Il depresso non va forzato a vedere amici, conoscenti o estranei poiché questo potrebbe aumentare la sua ansia. Tuttavia non va emarginato per lunghi periodi.
Comprensione, disponibilità all’ascolto, partecipazione al suo profondo dolore sono l’altro aiuto fondamentale da offrire a chi ha dentro il gelo e la solitudine.
E’ doveroso mantenere la propria libertà conservando attività ed interessi. Sarebbe controproducente trascurarsi e rinunciare a ciò che è vitale per se stessi.
Quando il malato inizia a recuperare, non va forzato, vanno rispettati i suoi ritmi cercando di fare le cose con lui e non per lui, in modo che riacquisti fiducia in sé gradualmente, ma di sua iniziativa.
L’esperienza depressiva può aver intaccato la sua autostima e quindi ci vuole un certo tempo prima di recuperare tutto come prima. Va trattato normalmente, senza dimenticare che sintomi residui possono ancora essere presenti e riemergere.

Un ruolo importante è rivestito dai membri della famiglia.
Il naturale abbassamento dell’umore e la visione negativa della vita, coinvolgono anche alcune funzioni del corpo come sonno, appetito e livello di energie.
In tal caso, nella fase più acuta, può essere necessario provvedere o aiutare il depresso anche per i bisogni concreti, quali il vestiario, l’igiene personale, il mangiare regolarmente e le commissioni quotidiane.
Spesso la depressione si associa ad una alterazione del comportamento: la persona depressa si lamenta di non riuscire ad interagire con gli altri e le conversazioni potrebbero dominate da pensieri negativi, condotti con voce monotona ad occhi abbassati.
Questo può provocare frequenti liti e dispute familiari, aumentando ostilità e collera. Un’attitudine positiva verso chi soffre di depressione può permettere di migliorare e rafforzare le unioni tra i membri della famiglia.
Non solo le relazioni tra i coniugi possono subire le conseguenze del disagio, ma anche quelle tra genitori e figli, che in genere tendono a essere rifiutati. Se sono piccoli questo può avere conseguenze sulla psicologia del bambino sino alla sua adolescenza ed oltre.
I bambini sono molto sensibili al modo in cui i genitori interagiscono e sentono subito quando qualcosa non va. Essi possono, nelle loro fantasie, pensare che la situazione sia peggiore di quanto non è in realtà, e che sia colpa loro.
E’ importante spiegare loro che la persona depressa non li ha abbandonati e non è arrabbiata, ma è solo malata e la colpa non è di nessuno.
Devono credere che tutto guarirà e tutto sarà come prima, che tornerà ad occuparsi di loro.
Va pure spiegato cos’è la depressione. Questo può rassicurarli e permettergli di stare più vicini a chi soffre.

Un valido aiuto sia per il depresso che per la sua famiglia può pervenire dal sostegno psicologico il quale permette di apprendere nuovi modi di comportarsi come approccio alla malattia e suggerire nuove strategie di relazioni interpersonali.

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