La comunicazione aggressiva tra le persone ed i gruppi

La comunicazione aggressiva tra le persone ed i gruppi

Il mondo in cui viviamo muta velocemente e spesso in modo violento. Persone,  gruppi e comunità profondamente differenti devono ogni giorno imparare ad esprimere le proprie opinioni e a comprendere quelle degli altri. Per fare tutto ciò gli individui interagiscono tra loro attraverso scambi comunicativi. La comunicazione assume quindi un’importanza fondamentale, essendo essa stessa un processo dinamico, che avviene utilizzando codici astratti del linguaggio sia verbale che non verbale.

Riprendendo il primo assioma della comunicazione “è impossibile non comunicare”, aggressivitàdal modello pragmatico della comunicazione umana di Watzlavick e colleghi (1967), possiamo concludere che durante le relazioni individuali e sociali non è possibile esimersi dal creare contatti umani. Non solo il linguaggio ma anche i segnali para linguistici, le espressioni del volto, la prossemica, l’uso di gesti, il contatto visivo e fisico costituiscono uno stile personale di comunicazione che varia in relazione a fattori culturali diversi. Ogni individuo acquista peculiari capacità che gli permettono di partecipare all’interazione comunicativa appropriata al contesto in cui avviene. Sempre più spesso i giornali e i media ci riportano notizie tragiche dovute alle interazioni aggressive che avvengono tra persone e tra gruppi culturali diversi. In questi casi i contatti umani e la comunicazione tra gli individui si manifesta in modo conflittuale e con atteggiamenti caratterizzati da profonda ostilità.

I fenomeni di aggressività sono stati studiati secondo diversi approcci:

  • Le teorie biologiche sostengono che vi sia un carattere innato che mobiliti i soggetti verso comportamenti aggressivi.
  • Freud affermava che l’aggressività umana fosse frutto della tensione fra l’istinto di autoconservazione (Eros) e quello di autodistruzione (Thanatos).
  • L’etologo Lorenz sosteneva che i comportamenti aggressivi sono funzionali per l’individuo e per la conservazione della specie.

Diversi studi sono stati condotti per spiegare che cosa portasse una persona ad agire in modo aggressivo. Nel 1939 Dollard, Miller ed alcuni colleghi pubblicano un libro intitolato “Frustrazione e aggressività“, nel quale evidenziarono la loro convinzione che la frustrazione sia determinante nel creare comportamenti antisociali. Quando l’individuo si trova nella condizione di avere degli ostacoli fra lui e il raggiungimento dei propri fini, si crea una condizione tale che porta ad una risposta aggressiva.

Anche l’imitazione può essere un’incentivante dei comportamenti aggressivi. Questa è tra i primi metodi con i quali il bambino apprende le relazioni sociali e la sua posizione nel mondo. Osservare qualcuno in una data situazione porta il bambino o l’adulto a raggiungere determinati risultati e, sulla base del fatto che questi siano più o meno desiderati, conduce a rinforzi positivi su quel tipo di risposta. Pensiamo ad esempio ai bambini che in alcune culture vengono addestrati al combattimento e alla violenza. Questi infatti hanno maggiori probabilità di esprimere risposte aggressive se sono rinforzati per tali azioni.

Gli stessi effetti possono essere raggiunti attraverso la visione di programmi a contenuto aggressivo che provocano un’attivazione emozionale e una conseguente risposta prepotente. L’osservazione della violenza aumenta effettivamente l’aggressività interpersonale, specialmente nei bambini più piccoli. Numerose prove sperimentali indicano che, in conseguenza di un comportamento aggressivo, l’aggressività aumenta o si mantiene allo stesso livello. Un esempio di queste riporta un gruppo di studenti universitari ai quali è stata data la possibilità di colpire ripetutamente un’altra persona, impossibilitata a reagire. Si è notato che questi diventavano sempre più punitivi aumentando così la loro aggressività.

La manifestazione di sentimenti ostili nelle azioni non solo non riduce l’aggressività, ma può farci sentire meglio. Questo può essere dovuto al fatto di sentirsi più potenti e con un maggior controllo della situazione. I fenomeni sociali legati alla violenza necessitano di studi particolari che possano non solo approfondire le dinamiche che intervengono tra i gruppi, ma anche le emozioni che i soggetti vivono nel momento in cui questi fenomeni si esprimono. Soprattutto negli ultimi anni appare evidente un crescente interesse per il versante sociale della psicologia da parte di tutti coloro che si impegnano ad affrontare tematiche relative alla promozione di un benessere sociale e di comunità. Una branchia della psicologia che si rivolge ai problemi concreti del nostro tempo, legati agli scambi tra gli individui, è la psicologia sociale. Questa disciplina ha l’obiettivo di porsi come uno degli strumenti di rilevazione della realtà in cui viviamo.

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